lunedì, 17 dicembre 2007

"Cari amici,

ognuno di noi ad un certo punto del proprio cammino evolutivo genera un'anima apparentemente gemella, che in realtà è assolutamente Unita a chi la produce. Non penso che l'Amore sia divisibile e rappresentabile nel DUE. Non concordo pertanto con il concetto di anima compagna o gemella. Ciò implicherebbe un carattere di affinità o di somiglianza, ma non di unicità. I corpi-astronavi di due persone che si amano veramente manifestano differenze biologiche volte esclusivamente alla condivisione dell’emozione dell’amore ed alla riproduzione della specie. Anime “uniche” pertanto, in corpi diversi. Credo esista un percorso di maturazione del Sè, un'evoluzione spirituale simile al ciclo riproduttivo biologico.

Il carissimo amico Giordano Bruno afferma che tutte le cose hanno un’Anima e quindi che il motore del Tutto è lo Spirito in veste di “nocchiero della nave”, di “vettore d’intelligenza”. Ciò viene esteso ad ogni ente: animale, vegetale o minerale. L'ordine naturale si dipana secondo un principio divino. L’Uno è ovunque, nel sasso e nell’uomo, che sono organismi unitari manifestanti la divinità. Essa per me è l’Amore. Ogni elemento subisce un’evoluzione che lo porta alla consapevolezza graduale dell’Uno nell’arco di esistenze reincarnative terrene ed in piani evolutivi oltre lo spazio e il tempo.

Ad un certo punto del ciclo di maturazione del Sé l’Anima, secondo la mia tesi, subisce una mitosi karmica (dal greco mìtos, che significa filo, per l'aspetto filiforme dei cromosomi durante la metafase). E’ la riproduzione dell’Amore per divisione equazionale della cellula spirituale originaria. Provo un’immensa Gioia in questo momento, di fronte al concetto che ho partorito.

In seguito alla mitosi karmica, le due cellule animate dall’Uno iniziano un percorso di ricerca e di esperienza esistenziale che si dipana nelle vite per poi ritornare all’Unificazione.

I destini apparentemente individuali dell’anima che si è sdoppiata concedono ad essa di partecipare a molteplici passaggi evolutivi, che tenderanno alla sincroUnicità. A quel punto le due onde spirituali, scomparendo l'una nell’altra, vibreranno per sempre all’identica fase dell’Uno.

Credo che questo destino non sia assolutamente esclusivo di alcuni enti eletti, ma democraticamente esteso ad ogni cellula dell’Essere. Ognuno di noi è stato sasso, foglia, fiore e uomo in cerca di una complementarietà.





Prima della mitosi animica karmica, l’ente in crescita deve dolorosamente superare l’abbaglio della finzione dell’amore. Dovrà incontrare educativamente anime che sarà portato/a a idealizzare. E' un momento importante, di illusione di complementarietà che esaspera il dolore karmico della ricerca.

E’ il tempo dei sosia dell’amore, dei bastardi dentro, degli zoombies privi di cuore, delle Circi e delle Messaline. L’anima stanca negherà allora, per un intervallo temporale, la stessa esistenza dell’amore, cadendo in un baratro di solitudine. Poi come una Fenice risorgerà da se stessa, ritornando a riaprirsi all’Amore.

Non è quindi grazie alla fortuna che si trova l’altro/a. Siamo noi che generiamo noi stessi nell’Amore, soltanto quando abbiamo raggiunto l’opportuna crescita. Le anime Uniche inoltre partecipano sincro-Unicamente agli stessi fenomeni di entanglement, concetto derivato dalla meccanica quantistica. Vibrando all'Unisono, non possono percepire emozioni e sentimenti diversi. Non conoscono l'Amore univoco o non corrisposto, non rendono infelice il partner per trascuratezza o incomprensione avendo come unico fine la Gioia di Sè nell'altro/a.

Dopo la mitosi karmica e il ricongiungimento dell’anima che si è scissa, ritengo venga superata l’esigenza biologica della reincarnazione. Immagino due angeli che si fondono nella luce solare e volano via per raccontare negli Universi il canto della realizzazione dell’Amore."

Angelo Bona


postato da: lulia alle ore 13:22 | link | commenti
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